Martedì, 17 Aprile 2012 13:46

L’Italia delle piccole e medie imprese tra rivoluzione digitale e un gap da colmare.

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L’Italia delle Piccole e Medie Imprese ha da tempo ormai preso coscienza della Rivoluzione Digitale che sta travolgendo la società contemporanea. Sempre più numerose sono le PMI che si affacciano sicure sul web e decidono di affidarsi al lavoro di esperti freelance dell’economia digitale specializzati nella programmazione, sviluppo di applicazioni  e  web design.
L’avvento di una Italia Digitale potrebbe poi non essere così lontano, qualcosa infatti si muove.  Per giugno è previsto il tanto atteso decreto legge Digitalia che dovrebbe sostenere gli obbiettivi di digitalizzazione delle imprese e del Paese. In parallelo al pacchetto Digitalia è stata presentata anche la nuova Task force per sostenere le start up all’avanguardia, le piccole imprese dell’ Hitech nate da un’idea innovativa.

Le recenti misure prese dal ministero dello Sviluppo Economico sono finalizzate alla copertura del gap avvertito con l’Unione Europea per tutto ciò che riguarda il digitale: solo il 50% degli Italiani è online contro la media europea del 68%, e solo il 15% degli italiani utilizza l’ecommerce contro la media Ue del 43 %.
In tutto questo non bisogna inoltre mai dimenticare il ruolo fondamentale che in Italia hanno sempre giocato le Piccole e Medie imprese:  il Governo che in passato ha sempre perseguito il sogno dell’Italia della Grande impresa sulla scia degli altri paesi europei, non ha mai compreso fino in fondo il valore dell’Italia delle Piccole e Medie imprese. L’Italia dell’innovazione, quella creativa e di successo, l’italia che difende con orgoglio il ‘made in italy’ è fatta di imprese con una media di 10 impiegati. L’inclinazione naturale delle Pmi italiane alla creatività e lo spirito di innovazione che le hanno sempre contraddistinte sono il punto di partenza per un Italia digitale che guarda al futuro e investe con sguardo lungimirante.Innovazione
C’è ancora molto da cambiare, sembra che in Italia si faccia ancora fatica a smettere di considerare l’IT  un costo e a rendersi conto delle incredibili potenzialità offerte dall’investimento dell’economia digitale. Forse oggi si può dire, anche se con cautela, che la crisi è quasi alle spalle ed ora è tempo di cogliere le opportunità che si sono create e sulle quali si è riflettuto mentre la crescita ristagnava.
Molto dipende anche dalle imprese e da quanto saranno in grado di sfruttare al meglio gli strumenti e le tecnologie digitali in continua evoluzione, dagli strumenti di lavoro ai social media la cui importanza è ormai riconosciuta all’unanimità a livello mondiale.  
Il gap tra l’Italia così come è e l’Italia digitale che i giovani creativi vorrebbero e meriterebbero può essere superato solo se si riuscirà a guardare in maniera lungimirante ai trend del futuro e a rendersi conto che il mancato investimento in IT non permette di crescere.
Giovanna  Avino web writer di twago Italia

Letto 11540 volte Ultima modifica il Martedì, 17 Aprile 2012 13:55
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Massimo Chirivì

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